mercoledì 26 agosto 2015

On the Road: Benvenuti al Sud



 Benvenuti al Sud 

...continuazione del post precedente



Questa mattina stavo a casa di una mia cara amica campana.

Durante la colazione abbiamo chiacchierato riguardo le differenze, gli usi e costumi tra i popoli nordici e meridionali del Bel Paese.

Vi riporto alcune osservazioni maturate nel mio piccolo viaggio tra Puglia e Campania.






L’arte di arrangiarsi

I napoletani sono visti malamente dai catanesi e viceversa.

Vengono considerati delle persone che se possono farlo ti fregano. Indipendentemente dall’amicizia che puoi avere con loro.

Non ho avuto esperienze di questo genere, ma certamente i napoletani hanno una gran capacità creativa che li porta ad adattarsi e risolvere qualsiasi problema (a modo loro).

Ho conosciuto persone che sono riuscite ad inventarsi mille diversi lavori sfruttando i pochi elementi a disposizione.


Una sera c’è stata una cena a casa dell’host che mi ospitava (trovato tramite couchsurfing).
Uno degli invitati mi ha raccontato delle sue innumerevoli trovate: si è arrangiato in tutti i campi possibili!
Tra questi ha aperto una foto-copisteria dove faceva fotocopiare libri e dispense degli studenti.

Ha pensato di prendere le dispense, curarle nella grafica inserendo immagini e stamparle facendone dei libri gratuiti.
Il progetto si finanzierà grazie agli sponsor che vi aderiranno: il libro sarà stampato su un lato del foglio, mentre l’altro sarà pieno di pubblicità.


Ottima soluzione visto che i libri di molte facoltà hanno dei costi esagerati.

°-°-°-°

Il cibo

La pizza. La pizza a Napoli è d’obbligo.


Tra i posti che mi hanno consigliato cito: Da Michele alla stazione.


-Da Michele sembra un classico. Devi fare una fila immensa ma c’è chi si è inventato un lavoro anche per questo. Puoi pagare qualcuno che fa la fila per te e che ti avvisa chiamandoti al telefono quando è il tuo turno.

-Le sorelle Bandiera. Testato. Non sono una gourmet della pizza ma ho trovato quella pizza favolosa.
Bordo alto, centro sottile, companatico che scivola dalla pasta morbida mentre sollevi la gustosa fetta.
Nessuna critica da avanzare.

-Sorbillo al centro (non la filiale sul lungomare) che, nonostante la fama, ha mantenuto qualità e prezzi contenuti.


In ogni caso se chiedi ai napoletani qual è la migliore pizzeria, ti risponderanno che più o meno tutte le pizze a Napoli sono buone.


In Puglia invece, ho provato le friselle: sono un piatto povero della tradizione.
Si tratta di un tipo di pane duro a forma di ciambella che viene inzuppato velocemente nell’acqua e condito con pomodoro, sale e olio. Quello buono.






Serenate e Matrimoni


A casa dell’host napoletano ho incontrato una cantante che mi ha raccontato un po’ della sua esperienza lavorativa.


A Napoli c’è l’usanza di cantare la serenata alla futura sposa il giorno prima delle nozze.
Per questo motivo si paga un cantante che si mette con tanto di impianto e fonico sotto la casa della fanciulla per intonare le classiche canzoni del posto.


Dal tradizionale mandolino e co-partecipazione del compagno, si è arrivati a pagare un cantante fino a 5.000 euro (stessa spesa per il vestito da nozze).
Sembra che siano soprattutto le famiglie povere ad esagerare in queste manifestazioni per poter dimostrare di avere un certo potere economico.


E’ importante che la celebrazione venga fatta in pompa magna: la chiesa fiorita, il ristorante dalle portate abbondanti, l’album fotografico grande il doppio del solito, cartonato e consegnato con una valigetta apposita (peso totale almeno sei chili).



Dopo qualche settimana al Sud è strano tornare nel centro Italia, come se partendo lasciassi indietro un po’ di quel calore meridionale. Improvvisamente Roma sembra un po’ più fredda.

Le usanze e i modi stavano già entrando a far parte del mio quotidiano, nelle piccole esperienze famigliari, negli incontri saltuari delle grandi città...Napoli mon amour.

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