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giovedì 19 marzo 2015

La Nuova Terra: Tra la Terra e il Cielo



Tra la Terra e il Cielo


Riporto un estratto dal libro di Nalini M. Nadkarni: “Tra la terra e il cielo, la vita segreta degli alberi” dal paragrafo:  


Che cos’è un albero?



Il tronco e i suoi componenti

“Il maggior sostegno strutturale di tutto questo apparato per la raccolta dell’energia è il tronco.
Come il tronco umano esso forma la parte principale dell’albero […].
E’ il condotto principale per i fluidi che trasportano nutrienti, ormoni e zuccheri verso l’alto, il basso e tutte le zone dell’albero, proprio come il nostro sistema vascolare distribuisce i nutrienti e l’energia n tutto il nostro corpo.




Xilema e Floema

Nell’albero questo trasporto non viene effettuato da arterie e vene, ma attraverso lo xilema e il floema, una rete di condotti tra le radici e le foglie, che trasportano rispettivamente acqua e minerali verso l’alto e zucchero verso il basso dalle foglie, ai rami, al tronco e alle radici perché venga immagazzinato.


Durame

Il tronco è formato da una serie di strati nidificati dalla forma di cilindri concentrici, con un durame al centro e la corteccia in superficie.
Mano a mano che l’albero cresce le cellule, nella parte centrale dell’albero, diventano inattive e muoiono, formando il durame.
Questo materiale è ricco di zuccheri e oli, ed è per questo che di solito è più scuro dell’alburno che lo circonda.[…]


Alburno

L’alburno, anch’esso formato dallo xilema, comprende gli strati più giovani del legno.
La sua rete di cellule, caratterizzate da pareti spesse, trasporta acqua e nutrienti dalle radici alle foglie e altre parti dell’albero attraverso una serie di cellule cave connesse tra di loro.


Floema

Appena sotto la corteccia esterna si trova il floema, o corteccia interna, che serve da catena di fornitura di cibo portando la linfa (zucchero e nutrienti dissolti nell’acqua) dalle foglie al resto dell’albero.




Cambio

Il cambio, uno strato molto sottile di tessuto tra lo xilema e il floema è di vitale importanza; produce le cellule nuove che diventano xilema, floema oppure altro cambio.
Il cambio è ciò che permette al tronco, ai rami e alle radici di aumentare il loro diametro.


La Corteccia

Funzionalmente la corteccia esterna di un albero è l’equivalente della nostra pelle.
Ha origini dalle cellule del floema che si sono consumate, sono morte o sono state eliminate e funge da prima linea di difesa contro gli insetti, malattie, i temporali e le temperature estreme.
In alcune specie la corteccia esterna protegge l’albero addirittura dal fuoco.[…]


I rami

I rami forniscono una rete di materiale legnoso che a sua volta sostiene le foglie.
In genere i rami sono formati da polloni ed estensioni di germogli laterali e terminali in cima ai rami secondari.”




L'autrice

Nalini M. Nadkarni è docente di Enviromental Studies all'Evergreen State College di Washington ed è presidente dell'International Canopy Network, un'organizzazione no profit nata nel 1994 per promuovere lo studio e le relazioni tra gli esseri umani e gli alberi.

A lei dobbiamo la creazione del primo database che raccoglie le informazioni su numero e morfologia delle volte forestali sul pianeta.

lunedì 16 marzo 2015

La Nuova Terra: Alcuni spunti sugli Alberi



Alcuni spunti sugli Alberi



Vivaio: nel trapianto, tenere lo stesso orientamento cui la pianta era abituata nel vivaio;

Buca: la grandezza della buca dipende dalla povertà o ricchezza del terreno. Più povero è il terreno, più grande sarà la buca.
E’ opportuno prepararla anche 5/6 mesi prima in maniera che le pareti vengano vivificate dall’aria.
Sul fondo della buca al trapianto aggiungiamo una palata di compost maturo animale (per stimolare il collegamento con il suo principio archetipico, o io di gruppo).

Radici: se le radici sono rovinate tagliatele orizzontalmente per favorire l’emissione di nuove radichette;

Trapianto: trapiantate in luna discendente e in giorni di fuoco (quando la luna transita davanti ad un segno di fuoco) per stimolare la fruttificazione.
Nel caso di periodi di siccità trapiantate in giorni di acqua, mentre per stimolare la produzione di legno trapiantare in giorni di terra.

Olivo: L’olivo si sposta bene con sole, sassi e silenzio.
Predilige terreni calcarei, non troppo ricchi di sostanza organica, assolati.

Cumulo di Sansa: la sansa del frantoio (residui della lavorazione dell’oliva) può essere usata nella concimazione del terreno.
Nei terreni siccitosi, oltre al prodotto della lombricoltura, si può utilizzare della sansa e ramaglie di potatura trinciata, compostata di 4-5 mesi.
o Come si fa
Si sparge uno strato di terra vegetale buona o cumulo vecchio misto aggiungendo uno strato di sansa con un 20% di ramaglia.
Ogni strato deve essere non superiore ai 20 cm.
Ad ogni strato aggiungere terra e ammendanti.
Ammendanti: (miscela per 3 metri cubi di sansa) 20\30 kg di bentonite ventilata, 10 kg di alghe litotamnio o in mancanza usare della calce spenta, 5 kg di cenere di legna (ottimo il faggio), 10% pari ad 1 kg di terra buona ortiva o compost maturo.
Alla fine del tutto si ricopre ancora con uno strato di terra.

La sansa compostata viene posta sulla zona delle radici nutritizie e seminterrato dopo la trinciatura del prato.

Come ultima accortezza: tenete il compost in un posto ombreggiato.
(fonte: dispense a cura di Enzo Nastati)

giovedì 12 marzo 2015

La Nuova Terra: Pasta per Tronchi



Pasta per Tronchi



Con l’inizio di Marzo e gli ultimi freddi, la squadra agricoltura si è dedicata a “massaggiare” il frutteto, grattando gli alberi con delle spazzole per togliere la corteccia morta preparandoli così al successivo trattamento: la Pasta per Tronchi

La Pasta per Tronchi è un preparato che viene spennellato sul tronco degli alberi (dal colletto alle biforcazioni) come azione di nutrimento e funzione stimolante di tutti i processi della Forma.

Per dirla in termini più “scientifici”, agisce sul cambio (azione metabolica) , la parte del tronco dove le nuove cellule si formano e all’esterno del quale scorrono le due linfe: ascendente e discendente.

Ha un’azione di riequilibrio della Forma, come dicevo prima, favorendo il collegamento della pianta al suo archetipo, asfissia gli insetti svernanti e funge da volano termico.

Ecco qui la ricetta:
-sabbia 33% (da aumentare se operiamo su terreni calcarei, che riducono la qualità del frutto)
-bentonite 33%(argilla in polvere)
-letame fresco di vacca 33%  (aumentare a 50% in caso di alberi vecchi)
-silicato di sodio (addensante e vetrificante) 5%
-decotto di equiseto (quanto basta per rendere la pasta spalmabile)
Per il decotto fate bollire per 20 minuti la pianta fresca (diluizione 1:10) e lasciare raffreddare prima dell’uso.

Nell’anno di carica si usano diverse proporzioni: letame 50%, sabbia 17%, mentre nell’anno di scarica: sabbia 50%, letame 25%.

La normale Pasta per Tronchi andrebbe spalmata creando uno spessore di 1 centimetro.

°-°-°-°


Modifiche Omeodinamiche

-Il letame viene trattato con il preparato depuratore M27, un preparato a base di letame proveniente dal cumulo sacro.
Quest’ultimo è un cumulo creato tempo fa qui alla Nuova Terra, costituito da vari tipi di letame (di mucca, pollo, coniglio ecc.) insieme ad altri componenti simbolici in senso sacro come il pane e il vino.
Il preparato depuratore serve appunto per depurare il letame che viene comprato da qualsiasi residuo chimico proveniente dall’alimentazione o dagli antibiotici consumati dagli animali.

-Viene usato del silicato di sodio al 5% per vetrificare e fare in modo che non si sciolga durante le piogge;

-Vengono aggiunte le seguenti polveri: alghe litotamnio (un’alga, elemento vegetale, che cresce sui crostacei, elemento animale), argilla bentonite (come da precedente ricetta), basalto (roccia vulcanica, lava raffreddata con l’acqua, nell’incontro tra gli elementi di Fuoco e Acqua);

-L’aggiunta di un nutrimento spirituale: il Pane e del Vino, elementi vitalizzanti e riordinatori dei processi interni;

-E per ultimo si aggiunge un ulteriore preparato chiamato Biochar, costituito dalle ceneri del legno ottenute tramite pirolisi (processo che trasforma il legno in carbone in assenza di ossigeno).
Il legno viene così congiunto con il Fuoco senza passare per l’incenerimento.

Se pensiamo all’albero come terreno rialzato. E potremmo leggerlo come una mappa per comprendere in che condizioni sta il nostro terreno.