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sabato 15 novembre 2014

Le spinose

Ultimo giorno

Ultimo giorno a Le Spinose.

La giornata precedente si è terminato il lavoro della scannucciatura dei pomodori.
Tolti prima i lacci, poi le canne, che sono state sfilate, legate e inpilate.
I pomodori sradicati, caricati sulla carriola e portati fuori dalle file.

Si chiude un altro capitolo completando l'opera e preparando la terra a futuro sovescio.

In questo piccolo spazio nel centro Italia dove sventolano le tipiche bandiere nepalesi, ho trovato uno sposalizio tra oriente e occidente, un incontro di culture e colture, dove il diverso modo di porsi nelle relazioni, nelle tradizioni e nei modi di lavorare la terra, mi ha portato prima all'osservazione, all'attesa, al rispetto e infine all'azione.

Lo stesso carattere della proprietaria Antonella, deciso e diretto, ha posto la mia attenzione su come si può seguire in maniera tanto diversa e pratica la biodinamica, che comprende l'uomo nei suoi aspetti molteplici e qui applicata nel suo lato più fisico.
 
Quindi un saluto a Le Spinose con in ricordo le voci di Puphu e Choki con il loro italiano arrangiato, le risate aperte e qualche "mannaggia li guaia" risonante nei campi.

mercoledì 12 novembre 2014

Le spinose

L'immortalità 

Cosa si intende per immortalità.

Anche tramite una conoscenza da rivista, con nozioni multi-settoriali sulla filosofia tibetana, spunti e aforismi da internet e qualche film da botteghino, il tema dell'immortalità è uno di quei temi cardine che ritroviamo molto spesso.

Difficile da affrontare anche dopo approfonditi studi.

Eppure nel libro "Taoismo, la ricerca dell'immortalita"  di John Blofeld ho letto un passo che mi ha aperto una piccola porta su quella montagna, così difficile da scalare.

Raggiungere l'immortalità. Non s'intende vivere in eterno.

"Divenire immortali significa solo cessare d'identificare sé stessi con delle ombre, e riconoscere che l'unico vero Io è la vita eterna".
Questa via verso l'immortalità percorre un cammino di liberazione del vero sé dagli ostacoli materiali che ne mascherano la perfezione.

Uno spogliarsi degli strati che sempre più ci legano a una visione illusoria e materiale di noi stessi.
Chi pratica la Via "fa sempre meno ogni giorno, fa sempre meno e continua a fare sempre meno fino a quando non fa nulla, fa nulla eppure non v'è nulla che non sia fatto". 

martedì 11 novembre 2014

Le spinose

L'esteta del cibo

In questi mesi mi è capitato di parlare e di affrontare il tema dell'alimentazione. 

Niente di sorprendente visto che il  collegamento aziende agricole-alimentazione dovrebbe essere ovvio.

Invero.. Non lo è (fortunatamente qui alle Spinose l'attenzione per l'alimentazione riveste un ruolo principale).

È quasi sorprendente, nel nostro stato di esseri umani, essere soggetti e governati da idee e astrazioni, simboli che ci portano ad aderire più o meno a questa o quella fede, fino a separare la mente, l'anima e l'agire.

Ci piace pensare al modo migliore (mentale) di interpretare un simbolo (l'essere religioso, ambientalista, padre, figlio, lavoratore..) : diventiamo esperti di quella materia, ne promulghiamo le idee, vestiamo la sua bandiera, per poi..
Per poi girare l'angolo, dopo un bel discorso e pronunciare una sonora bestemmia all'uscita della messa.

Un'incoerenza regale vestita di sontuose vesti.

Oggi mi è capitato di incontrare la figlia di una cliente de "Le spinose" che lavora come estetista. Sembrava trovarsi benissimo in mezzo a tutte quelle belle verdurine, con quel suo sorriso dolce.

Così, d'un lampo, m'è venuto da pensare come siano connesse la bellezza esteriore con quella interiore del nostro corpo.
Quanto la nostra ricerca di ricalcare un'idea, cercando di avvicinarci ad essa il più possibile (come la cura estetica con trattamenti e creme) non necessariamente ci porta all'origine di quella idea (come la bellezza che riguarda tutto il corpo, anche il suo interno).
Dovrebbe esserlo. O meglio, dovrebbe esserlo?

Se appendessimo varie fotografie artistiche delle nostre... diciamolo dai, interiora, e  confrontassimo quelle derivate da un'alimentazione sana con quelle di un'alimentazione insana, potremmo avere un'idea del vincolo esistente tra bellezza e salute.
Passeremmo quindi da un'idea, abbracciata per metà (cura del corpo esterno) , alla sua origine (cura del corpo totale vincolata alla bellezza), salendo i primi gradini che ci portano verso l'unità.

lunedì 10 novembre 2014

Le spinose

Le giornate dalle gambe corte

I giorni si sono accorciati, di prima mattina l'aria è intrisa d'umidità.
A sera ci si copre con uno strato in più, sui campi a mezzogiorno ci si sbraccia al sole quando, a suo comodo, si presenta.

I vestiti, che ultimamente lavo a mano a causa di un problema alla lavatrice, si asciugano sui termosifoni.

In città si vive l'autunno come una parentesi fastidiosa a causa di raffreddori, poca presenza solare, lunghe giornate in ufficio e corte giornate all'aria aperta, tra i parchi che si svuotano a metà pomeriggio o qualche caffè, museo, bar al coperto.

In campagna quando piove il terreno diventa una distesa fangosa, la mattina sei intirizzito dall'umidità, finisci di lavorare alle cinque, quando il buio stesso dà una scadenza all'uomo.

In campagna il sole e la luna regolano il tempo, danzano a volte insieme quando lei si manifesta già nel pomeriggio. Verso sera le ombre si allungano, i passeri volano basso, l'orto si copre di un colore dorato, che presto s'addolcisce in un rosato.

In campagna quando l'autunno bussa alla porta iniziano le prime volte.
 
La prima volta che accendi il camino, che indossi la giacca, che assaggi la minestra o gli gnocchi fatti in casa...

È la prima volta che quest'autunno mite mi accompagna verso l'inverno con tutte le manifestazioni che la Magnifica natura porta con sé.
Così il buio diviene accogliente,
Il primo freddo ti fa portare attenzione  e cura verso il tuo corpo.
Attorniato da colori regali questo grande Impero della vita si ritira lentamente, sulle soglie di un letto freddo, invernale.
 

domenica 9 novembre 2014

Le spinose

Tra i fuscelli

C'è un luogo, qui alle Spinose, che prediligo.
In cima alla collina tra gli uliveti, giovani, sottili alberi, piantati pochi anni fa.
Ci vuole uno sforzo di pensiero per visualizzarli vecchi, tra decenni, quando il loro legno sarà diventato duro e contorto, disegnato da rughe profonde.

La loro età li rende dolci, elastici, vicini al bambino.

In solitaria, a guardar l'immenso cielo,
le nuvole da cornice, il sole di novembre che addormenta,
che spettacolo è mai tutto questo!

I faggi scossi dal vento, tremano sfrigolando le foglie bifronte, dorate da un lato, opache dall'altro.

E tutto così respira, si trasforma a tante velocità diverse.

Se poni l'attenzione su di esse, come il mutare delle nubi,
Il crescere dei fuscelli, i moscerini che si avvicinano a terra al calar del sole,
tutte queste cose coesistono e mutano al contempo.

Tanto che non si fa in tempo ad aferar uno stato che subito scivola in altro, mascherandosi nuovamente nel presente.

venerdì 7 novembre 2014

Le spinose

La mente fuori

Chiedo al piccolo Andrea dove si trova la mente in relazione con il corpo.
Mi risponde veloce con un: fuori! 

Quando l'uomo sogna, quando dipinge, la mente dell'uomo non risiede nella sua parte fisica, quando invece la maestra ti interroga a scuola la mente ritorna a far uso della sua intelligenza pratica, tornando alla sua sede. 

Quando l'uomo sogna, dice, la mente sta fuori. 

E se l'uomo muore prima di aver finito il sogno, o i sogni che stava facendo, questi si staccano da esso e vanno nel corpo di un altro uomo. 

Ove viaggia la mente quando, slegata dalla sua parte  fisica, s'incontra per quei sentieri tanto sconosciuti all'uomo?
 

giovedì 6 novembre 2014

Le spinose

Taoismo, la ricerca dell'immortalità

Nel libro di John Blofeld si descrive il saggio, il santo, l'uomo spirituale dalle sue qualità: virtù elevata, sincerità profonda, amore della quiete (non macchiata dalle agitazioni del desiderio), ampia cultura, devozione per un maestri (che meriti la sua venerazione), chiara comprensione.

La saggezza e le sue virtù non nascono dal padroneggiare gli oggetti esterni, ma dal volgere la mente all'interno per contemplare la Luce.

La stessa Luce emerge nell'uomo spirituale quando compie il suo camino sulla via della liberazione.

1. Nella via della liberazione impara a conoscere il Destino e non sarai confuso da sfortuna e fortuna. Allora sarai in accordo con la ragione nell'azione e nella quiete.
2. Compi scelte ordinate e non ti mancherà il necessario. Non danneggerai in questo modo la tua natura con l'avidità.
3. Governa le funzioni mentali e non sarai a caso felice o adirato. Non adulerai gli uomini nella speranza di ricompense o paura di punizioni.
4. Segui la vera natura e i tuoi desideri non saranno smodati. Nutri la vita e conoscerai l'appagamento. 

Così viene fermandosi l'uomo spirituale:

"L'Uomo Spirituale più elevato
è quello che cavalca la Luce, dimentico delle forme.
Questo è dato risplendere, raggiungere il principio stesso della vita,
quando tutti i sentimenti sensuali svaniscono.
Assaporando la gioia del cielo e della terra, egli dimentica di essere mai stato intrappolato dalle miriade di oggetti.
Vive nel cielo sopra pur rimanendo nella terra sotto.
Egli ha lasciato il mondo, eppure rimane in esso.
Ovunque vada, non giunge mai in un luogo che non soddisfi i suoi massimi desideri."

mercoledì 5 novembre 2014

Le spinose

Il dono del cibo

In questi giorni è di passaggio in fattoria un wwoofer americano che già in quel di settembre ha trascorso alle Spinose un mese intero.

Sta viaggiando in Europa per mettere mani e bocca in uno dei settori principali del'uomo: l'alimentazione.

Ci racconta come i camerieri in America (lui è del New Jersey, ma vive a New York) non prendono salari. Il loro normale stipendio è dato dalle mance che, oltretutto, in alcuni ristoranti vengono regolarmente tassate.

Innamorato del cibo e di New York, sogna di aprire un piccolo ristorante dove il mangiare possa diventare un luogo d'incontro e non un "paga, mangia e corri" alla "fast food". 

Gli chiedo da dove è nata la sua attrazione, cosa lo spinge verso la cucina, perché ha scelto tra le miriadi di scelte possibili, proprio quella singola.

Da che centro, da quale fonte nasce la nostra scelta? 

Mi risponde, accompagnato da sorrisi, che il cibo è ciò che costituisce il nostro essere, una delle attività che regolarmente svolgiamo, ciò che ci nutre e dà sussistenza. 

Senza il cibo il nostro corpo deperirebbe velocemente. 

L'alimentazione è inoltre un campo che spazia anche nell'antropologia. L'alimentazione ci parla degli usi e delle relazioni tra i popoli.

Il riunirsi a tavola si riveste di sacralità quando le persone spartiscono tra loro il cibo che li porterà a crescere e fortificarsi. È come se si scambiassero l'abito, quello che riveste e dona calore al corpo. 

Ciò che nutrirà te, nutrirà anche me.

Nelle società si scoprono i più disparati modi di condividere il pasto, dal pranzo quaresimale al "paga, mangia e corri", dall'uso di sedersi su un tappeto al desinare su tavoli imbanditi con tovaglie fiorite, dal piatto comune spartito tra i commensali al buffet di pietanze dove il dolce e salato vengono serviti insieme.

Alla Fattoria dell'autosufficienza
alcuni ragazzi si riservavano un momento di silenzio prima del pasto per meditare,  portando così la consapevolezza nelle loro azioni.

Ciò che mangi ti nutre, ti riscalda, forma e trasforma la tua parte fisica e mentale.
Per questo il cibo diviene un potenziale educatore, un mezzo a portata di molti, per percorrere fisicamente e spiritualmente il proprio quotidiano cammino. 

martedì 4 novembre 2014

Le spinose

Meditazione sulla collera

Tempo fa lessi "L'arte della felicità" del Dalai Lama, dove in alcune parti del libro vengono dati degli spunti di meditazione su stati emotivi alterati come la sofferenza e la collera.

Nonostante ci si ritagli difficilmente del tempo per meditare, ciò che si guadagna da questa pratica supera il valore che noi diamo ad altre faccende quotidiane.

Ho sperimentato come essa ti possa avvicinare a quella centralità,  quel punto fermo a cui si può sempre ricorrere, testimone del divino in noi.

Bastano anche dieci minuti di interiorità mattutina per portarvi ogni giorno sempre più vicini all'origine dei vostri sentimenti.
Infatti sofferenza e collera sono risposte che nascono, tutti e due in egual modo, da bisogni non appagati.
Meditare quindi su questi sentimenti vuol dire togliere il primo velo, riscoprendole come sole manifestazioni di qualcosa che soggiace più in profondità nel vostro essere.
Ecco la pratica suggerita sulla collera:

1. Immaginare una persona che detestato. Immaginiamo che ci disturba, ci offende, o ferisce e vediamo come reagiamo.
2. Vediamo come ci sentiamo, se proviamo agio o disagio, se ci turbiamo.
3. Al termine dell'analisi ci diciamo che non ha senso dar sfogo all'irritazione perché perdiamo la tranquillità d'animo. Maturano tale determinazione.
4. Concentrare gli ultimi minuti sula nostra conclusione. Questa è meditazione.
Molto semplice, molto veloce, molto efficace.
 

lunedì 3 novembre 2014

Le spinose

Poche parole

Uno degli insegnamenti più preziosi ricevuti è lo stare quotidianamente accorta riguardo  l'equilibrio tra parola e azione.

Parlo sempre molto, di più di quello che ragionevolmente farei, o se vogliamo, cosa ancora peggiore, penso troppo,  di più di quello che necessitano le azioni.

Poi le azioni arrivano, a volte scevre di un pensiero, che va a definirsi successivamente, a volte cariche di razionalità, quindi perdono la loro originale spontaneità. 

E come dice Puphu : "A volte bene, a volte male"

Durante i lavori nell'orto capita, anche se per breve tempo a causa della mancanza di tempo, di scambiare due parole.

Anche se si fanno sentire di più le risate di Puphu, che accompagnano allegramente i suoi discorsi.

È più facile fermarsi due minuti dopo cena per lanciare la curiosità verso il Nepal, chiedendo degli usi, delle caste, del cibo, dell'agricoltura, della vita privata.. 

A qualche domanda la risposta arriva netta, saggia, come diviene saggio un pensiero quando si è caricato dell'esperienza di una vita.

Eppure.. Choki (un giorno imparerò a capire come si scrive nel nostro alfabeto) mi riporta agli insegnamenti più preziosi, quelli che mirano all'essenzialità, all'assenza di bramosia o di possesso.

"Poche parole meglio" perché dice, in uno  scambio umano poche parole si trasmettono facilmente, penetrano nell'altro, lo arricchiscono senza fornirgli un sovrappiú inutile, un sovrappiú che facilmente verrà dimenticato.

Pensare, parlare, agire, come queste tre azioni e caratteristiche dell'uomo si compenetrano, operando tutte a formare l'uno.
E quando esse si muovono in perfetta armonia formano quel meraviglioso ingranaggio che restituisce all'uomo la sua divinità. 

domenica 2 novembre 2014

Le spinose

L'incontro
A volte, viaggiando tra le persone, si incontrano forme di comunicazione di tutti i tipi.

Limitazioni della lingua italiana, diversità di pensiero e di approccio allo sconosciuto.

È incredibile come nuovamente, nonostante sia l'ennesima volta in cui mi scontro/incontro con il meraviglioso ventaglio di diverse personalità, il mio primo approccio sia difensivo.

Tutto ciò che esamini serve ad alimentare un'immagine precisa, utile alla sopravvivenza.

Comprendi in che modo relazionarti, la misura della delicatezza o dell'irruenza.
Davanti a te, quando viaggi, scopri numerose stanze, dove numerose porte (le persone) abbisognano ognuno di una diversa chiave.

Se la comunicazione con l'altro non porta all'unità che tutti agognato i motivi possono essere diversi. Potresti non possedere la chiave, potresti non possederla mai o scoprire la sua forma strada facendo.

Potresti scoprirai fabbro e coltivare l'arte del ferro, piegando l'elemento a una paziente docilità fino a trovarla perfetta per ogni serratura.

sabato 1 novembre 2014

Le spinose

Il giorno più bello 

Andrea oggi compie sei anni.

Super eccitato per la venuta degli amici, corre per tutta la casa con la sua solita allegria dirompente. 

I bimbi giocano tutto il giorno arrampicandosi tra le balle di fieno, scrivendo con i gessetti sul cemento, mangiando pizza e pasticcini, recitando le filastrocche imparate a scuola. 

E tra il sole insolitamente caldo del primo novembre, tra gli invitati, una voce libera, come può essere libera quella di un bambino, riempie le orecchie di tutti:

"Questo è il giorno più bello della mia vita! "

Incredibile come questa semplice frase mi abbia stupito.
In fondo, quante volte avete sentito dire dalle labbra di un adulto parole così semplici e potenti?
Sulla bocca di un" gambe lunghe" apparirebbe a dir poco,  spudorata. 

venerdì 31 ottobre 2014

Le spinose

Smantellare l'Ego

Viaggiando e incontrando nuove visioni, tecniche, approcci alle parti pratiche e spirituali della vita, mi accorgo quanto il mio ego pone voce in capitolo chiedendo molte attenzioni, vole do la ragione tutta dalla sua parte.

Nel libro di Deepak Chopra c'è un passo dove viene definito l'ego, organizzato in tre livelli:

-energia: quando un'esperienza (memoria, emozioni, sensazioni) resta ferma nella tua testa ne stai trattenendo l'energia.
Si libera in molti modi: attraverso sogni, visioni interiori, immaginazione, rilascio emozionale, richiamo profondo, confessione, preghiera, riscatto, meditazione, ecc. ;

-convinzione: quando smetti di difendere il comportamento delle tue convinzioni esse diventano meno collose. Riottieni la libertà di pensare e credere in un nuovo modo;

-struttura: la tua struttura forma il tuo Io, la visione della vita, la tua identità.  Senza di essa non avresti identità, saresti come una nuvola senza centri.  Quello che può fare con essa è essere testimone.

In quel mondo di osservazione non giudicante riduci l'Io ai suoi principi base, stai sulla soglia dove la persona incontra l'anima. 
 

giovedì 30 ottobre 2014

Le spinose: Questa grande bellezza

Questa grande bellezza


Dell'alto, sulla collina dove gli ulivi si preparano al sonno invernale, l'orto de Le Spinose si rivela nella sua bellezza geometrica.
Un ettaro di filari alternati, di colori di verde che sfumano in tinte di giallo-sole, marrone-terra,  verde-foresta. 

Alcune strisce di rosso-magenta, di cui è signore il radicchio tondo, spezzano questa pennellata quieta dando all occhio una virgola d'eccitazione pittorica.
Ritornano in mente le parole di Fukuoka:

"Essere qua e occuparsi con passione di un piccolo campo, in pieno possesso della libertá e pienezza di ogni giorno, quotidianamente. Questa deve essere la via originaria dell'agricoltura".

Pensate al distese industriali di ortaggi e frutteti, sottoposti annualmente a vari trattamenti chimici per rispondere alla richiesta dei consumatori di un prodotto gradevole da guardare, tirato a lucido, pompato di sostanze come un palestrato pieno di estrogeni che sfila sulle passerelle in slip attillati.

Chi ha creato nel consumatore questa domanda?
Cosa è cambiato, chi vi ha dato il potere del desiderio, chiamandolo libero, per poi scoprire dietro le coltri infiniti condizionamenti, raggiri, inganni. 
Chi vi ha fatto desiderare la mela pompata e lucidata?
Chi ora cavalca l'onda della moda biologica e vi porta affamati e desiderosi in quei negozi tirati a lucido dove ogni ortaggio assume il fascino del "rustico" pagato a peso d'oro?

Cosa vuol dire...Naturale?

Riempirsi gli occhi d'arte davanti ad un ettaro d'orto così amorevolmente coltivato, curato, docilmente piegato al bisogno umano, segna una tappa (che io reputo ancora intermedia) necessaria per il cambiamento del rapporto, ora così deviato, tra Uomo e Natura. 

Le mele non sono tutte avvelenate. 

mercoledì 29 ottobre 2014

Le spinose

Nell'orto

Togliere i pali ai pomodori, diserbare tra le file di insalata, sentire il vento fresco della mattina che quando si quieta lascia il posto ad un sole autunnale, caldo ancora nel cuore della giornata.
A tagliare, strappare, zappare, i vestiti si bucano, si ricuciono, si sporcano, si pretrattano lavandoli ad alte temperature, diventano la testimonianza di un cammino.
Indossare i vestiti da lavoro dona lo stesso piacere dell'usare, finalmente, il prezioso ciottoli della credenza. 

Potete sporcarsi, macchinarvi, sedervi sull'erba senza ripensamenti.
Le  vostre mani e le vostre gambe si allungano, non hanno paura di sperimentare.
Andare in città vestiti coi pantaloni dalle ginocchia inerbite, i rattoppi cuciti alla belle meglio, sentirsi in qualche modo diversi, forse un po' fuori luogo..

O è il luogo ad essere "fuori"? 
Com'è vero che nel percorso umano si è passato dal" portare un abito" all"essere portati dall'abito". 
Così, se avrete una conversazione al supermercato, parlerete con una divisa da cassiera, se prenderete appuntamento da una parrucchiera parlerete con i suoi capelli, il nostro abito vi precederà ovunque.
Comunicando per noi, anticipando le nostre frasi, presentandosi diretto, a volte cordiale, a volte sgarbato, a volte con un'odorino vivace addosso di pomodori troppo maturi.

martedì 28 ottobre 2014

Le spinose

Il sovescio

Dopo aver disebato qualche fila di insalate e ripulito la serra dalle ultime piante di pomodoro, dedichiamo qualche ora pomeridiana al sovescio.

Il sovescio consiste nel seminare un pezzo di terra, prima di coltivarlo o dopo averlo coltivato, con specie (in questo caso Rucola,  Grano saraceno,  Trifoglio, Ravanello,  Facelia) che

-nutrono il terreno portando nuova sostanza utile all'attività microbica;
-lo arieggiano,  quando si scelgono culture da sovescio con radici profonde o fittonanti che contrastano il compattamento del terreno;
-fissano l'azoto, quando si scelgono colture da sovescio come le leguminose;

Grazie alla fresa miracolo il lavoro riesce facile.
Togliamo gocciolatoi e le numerose radici di gramigna, Puphu passa con la fresa mentre sistemiamo la terra portandola ad un unico livello. 

Pronta per la semina!

Per trenta metri di serra usiamo 2 chili di semi misti.
Dopo aver fatto esperienza di vangatura a mano ora posso capire perché una macchina del genere venga chiamata "miracolo".

Puphu e Choki raccontano come hanno disboscato a mano il terreno, pieno di rovi,  dove ora sono state costruite le due serre, una del 2012 e l'altra dell'anno successivo.
È certamente una salvezza l'uso delle macchine se si conta unicamente il fattore tempo.
 
Quello che la fresa ha fatto oggi in pochi minuti quattro uomini lo otterrebbero in due giorni di lavoro o forse più.

Però..che soddisfazione arrivare a sera con la consapevolezza di aver lavorato sulle proprie forze o grazie ad un lavoro di squadra ben governato ( privilegio di terreni di piccole dimensioni). 

lunedì 27 ottobre 2014

Le spinose

Primo giorno alle Spinose

Arriviamo a sera.
Il primo incontro con gli abitanti de Le Spinose è  curioso.

I ragazzi nepalesi parlano l'italiano meglio di me, mentre con i genitori il dialogo si fa più difficile. Le frasi sono abbozzate tra meravigliosi sorrisi e qualche frase sospesa.
Prima di cena sistemiamo la verdura che verrà venduta a vari clienti il giorno dopo.

Antonella per quattro volte a settimana si sposta a Roma dove porta il generoso raccolto prodotto da un ettaro d'orto.
La proprietà si estende per 22 ettari, coltivati a cereali, ortaggi, vigna, uliveto e qualche altro albero da frutto.

Prima di acquistarla il terreno non era coltivato,  la terra pare dura e difficile da coltivare,  anche se i preparati biodinamici dati in questi ultimi anni hanno dato i loro frutti.
È il primo anno per l'orto. 

Prima vi si coltivava,  nello stesso ettaro di terra, erba medica prima e successivamente culture di cereali. 

Dopo essermi arrampicata sugli alberi a raccogliere i cachi,  passiamo la giornata ad innaffiare una parte dell'orto che in questo periodo sta soffrendo per la mancanza di piogge. 

Mentre abbeveriamo le piantine osservo la disposizione geometrica precisa e pensata delle filari disposte in collina,  coltivate da Pupu e Ciocchi (scrivo solo la pronuncia) che di orto se ne intendono.
Precedentemente lavoravano la loro terra in Nepal. 

Pupu abitava a 7.000 mal dove l'aria è più  rarefatta e l'inverno porta la neve. 

Nonostante le temperature rigide ha trovato più difficoltà  a sopportare il freddo umido di queste parti.

Il cielo si copre di nuvole sopra le culture: file di broccoli, cicoria e bieta, insalate, cipolle, seminativi di spinaci e fave, finocchi, l'ultimo rimasuglio di pomodorini e zucchine.