venerdì 31 ottobre 2014

Le spinose

Smantellare l'Ego

Viaggiando e incontrando nuove visioni, tecniche, approcci alle parti pratiche e spirituali della vita, mi accorgo quanto il mio ego pone voce in capitolo chiedendo molte attenzioni, vole do la ragione tutta dalla sua parte.

Nel libro di Deepak Chopra c'è un passo dove viene definito l'ego, organizzato in tre livelli:

-energia: quando un'esperienza (memoria, emozioni, sensazioni) resta ferma nella tua testa ne stai trattenendo l'energia.
Si libera in molti modi: attraverso sogni, visioni interiori, immaginazione, rilascio emozionale, richiamo profondo, confessione, preghiera, riscatto, meditazione, ecc. ;

-convinzione: quando smetti di difendere il comportamento delle tue convinzioni esse diventano meno collose. Riottieni la libertà di pensare e credere in un nuovo modo;

-struttura: la tua struttura forma il tuo Io, la visione della vita, la tua identità.  Senza di essa non avresti identità, saresti come una nuvola senza centri.  Quello che può fare con essa è essere testimone.

In quel mondo di osservazione non giudicante riduci l'Io ai suoi principi base, stai sulla soglia dove la persona incontra l'anima. 
 

giovedì 30 ottobre 2014

Le spinose: Questa grande bellezza

Questa grande bellezza


Dell'alto, sulla collina dove gli ulivi si preparano al sonno invernale, l'orto de Le Spinose si rivela nella sua bellezza geometrica.
Un ettaro di filari alternati, di colori di verde che sfumano in tinte di giallo-sole, marrone-terra,  verde-foresta. 

Alcune strisce di rosso-magenta, di cui è signore il radicchio tondo, spezzano questa pennellata quieta dando all occhio una virgola d'eccitazione pittorica.
Ritornano in mente le parole di Fukuoka:

"Essere qua e occuparsi con passione di un piccolo campo, in pieno possesso della libertá e pienezza di ogni giorno, quotidianamente. Questa deve essere la via originaria dell'agricoltura".

Pensate al distese industriali di ortaggi e frutteti, sottoposti annualmente a vari trattamenti chimici per rispondere alla richiesta dei consumatori di un prodotto gradevole da guardare, tirato a lucido, pompato di sostanze come un palestrato pieno di estrogeni che sfila sulle passerelle in slip attillati.

Chi ha creato nel consumatore questa domanda?
Cosa è cambiato, chi vi ha dato il potere del desiderio, chiamandolo libero, per poi scoprire dietro le coltri infiniti condizionamenti, raggiri, inganni. 
Chi vi ha fatto desiderare la mela pompata e lucidata?
Chi ora cavalca l'onda della moda biologica e vi porta affamati e desiderosi in quei negozi tirati a lucido dove ogni ortaggio assume il fascino del "rustico" pagato a peso d'oro?

Cosa vuol dire...Naturale?

Riempirsi gli occhi d'arte davanti ad un ettaro d'orto così amorevolmente coltivato, curato, docilmente piegato al bisogno umano, segna una tappa (che io reputo ancora intermedia) necessaria per il cambiamento del rapporto, ora così deviato, tra Uomo e Natura. 

Le mele non sono tutte avvelenate. 

mercoledì 29 ottobre 2014

Le spinose

Nell'orto

Togliere i pali ai pomodori, diserbare tra le file di insalata, sentire il vento fresco della mattina che quando si quieta lascia il posto ad un sole autunnale, caldo ancora nel cuore della giornata.
A tagliare, strappare, zappare, i vestiti si bucano, si ricuciono, si sporcano, si pretrattano lavandoli ad alte temperature, diventano la testimonianza di un cammino.
Indossare i vestiti da lavoro dona lo stesso piacere dell'usare, finalmente, il prezioso ciottoli della credenza. 

Potete sporcarsi, macchinarvi, sedervi sull'erba senza ripensamenti.
Le  vostre mani e le vostre gambe si allungano, non hanno paura di sperimentare.
Andare in città vestiti coi pantaloni dalle ginocchia inerbite, i rattoppi cuciti alla belle meglio, sentirsi in qualche modo diversi, forse un po' fuori luogo..

O è il luogo ad essere "fuori"? 
Com'è vero che nel percorso umano si è passato dal" portare un abito" all"essere portati dall'abito". 
Così, se avrete una conversazione al supermercato, parlerete con una divisa da cassiera, se prenderete appuntamento da una parrucchiera parlerete con i suoi capelli, il nostro abito vi precederà ovunque.
Comunicando per noi, anticipando le nostre frasi, presentandosi diretto, a volte cordiale, a volte sgarbato, a volte con un'odorino vivace addosso di pomodori troppo maturi.

martedì 28 ottobre 2014

Le spinose

Il sovescio

Dopo aver disebato qualche fila di insalate e ripulito la serra dalle ultime piante di pomodoro, dedichiamo qualche ora pomeridiana al sovescio.

Il sovescio consiste nel seminare un pezzo di terra, prima di coltivarlo o dopo averlo coltivato, con specie (in questo caso Rucola,  Grano saraceno,  Trifoglio, Ravanello,  Facelia) che

-nutrono il terreno portando nuova sostanza utile all'attività microbica;
-lo arieggiano,  quando si scelgono culture da sovescio con radici profonde o fittonanti che contrastano il compattamento del terreno;
-fissano l'azoto, quando si scelgono colture da sovescio come le leguminose;

Grazie alla fresa miracolo il lavoro riesce facile.
Togliamo gocciolatoi e le numerose radici di gramigna, Puphu passa con la fresa mentre sistemiamo la terra portandola ad un unico livello. 

Pronta per la semina!

Per trenta metri di serra usiamo 2 chili di semi misti.
Dopo aver fatto esperienza di vangatura a mano ora posso capire perché una macchina del genere venga chiamata "miracolo".

Puphu e Choki raccontano come hanno disboscato a mano il terreno, pieno di rovi,  dove ora sono state costruite le due serre, una del 2012 e l'altra dell'anno successivo.
È certamente una salvezza l'uso delle macchine se si conta unicamente il fattore tempo.
 
Quello che la fresa ha fatto oggi in pochi minuti quattro uomini lo otterrebbero in due giorni di lavoro o forse più.

Però..che soddisfazione arrivare a sera con la consapevolezza di aver lavorato sulle proprie forze o grazie ad un lavoro di squadra ben governato ( privilegio di terreni di piccole dimensioni). 

lunedì 27 ottobre 2014

Le spinose

Primo giorno alle Spinose

Arriviamo a sera.
Il primo incontro con gli abitanti de Le Spinose è  curioso.

I ragazzi nepalesi parlano l'italiano meglio di me, mentre con i genitori il dialogo si fa più difficile. Le frasi sono abbozzate tra meravigliosi sorrisi e qualche frase sospesa.
Prima di cena sistemiamo la verdura che verrà venduta a vari clienti il giorno dopo.

Antonella per quattro volte a settimana si sposta a Roma dove porta il generoso raccolto prodotto da un ettaro d'orto.
La proprietà si estende per 22 ettari, coltivati a cereali, ortaggi, vigna, uliveto e qualche altro albero da frutto.

Prima di acquistarla il terreno non era coltivato,  la terra pare dura e difficile da coltivare,  anche se i preparati biodinamici dati in questi ultimi anni hanno dato i loro frutti.
È il primo anno per l'orto. 

Prima vi si coltivava,  nello stesso ettaro di terra, erba medica prima e successivamente culture di cereali. 

Dopo essermi arrampicata sugli alberi a raccogliere i cachi,  passiamo la giornata ad innaffiare una parte dell'orto che in questo periodo sta soffrendo per la mancanza di piogge. 

Mentre abbeveriamo le piantine osservo la disposizione geometrica precisa e pensata delle filari disposte in collina,  coltivate da Pupu e Ciocchi (scrivo solo la pronuncia) che di orto se ne intendono.
Precedentemente lavoravano la loro terra in Nepal. 

Pupu abitava a 7.000 mal dove l'aria è più  rarefatta e l'inverno porta la neve. 

Nonostante le temperature rigide ha trovato più difficoltà  a sopportare il freddo umido di queste parti.

Il cielo si copre di nuvole sopra le culture: file di broccoli, cicoria e bieta, insalate, cipolle, seminativi di spinaci e fave, finocchi, l'ultimo rimasuglio di pomodorini e zucchine.

domenica 26 ottobre 2014

La fattoria biodinamica

Arrivederci alla Fattoria biodinamica

Ultimo giorno da Annapia, si fanno le valigie, si assapora ancora un giorno di sole.
La mattina d'ottobre è fresca,  il vento quieto.

Cambiare realtà. Da un'azienda ad un'altra, come suggerisce Marco Aurelio:

"prendere senza illusioni,  lasciare senza difficoltá".

Prossima tappa: le Spinose a Magliano Sabina. 

La proprietaria Antonella Deledda porta avanti dal 2004 l'azienda insieme a una famiglia di sherpa nepalesi, conosciuti in Nepal in uno dei suoi numerosi viaggi all'estero. 

Pronti per un ulteriore tappa INNatura. 

sabato 25 ottobre 2014

La fattoria biodinamica

Sperimentare l'unità 

Proseguendo il discorso del precedente post, mi avvicino al quesito dell'unità con una domanda.. e tante risposte. 

"come avvicinarci ad un'unità,  come la mente può sperimentare l'interezza?"

Questi sono gli elementi che ti rivelano il percorso:

1. Sapere che sei in procinto di identificarti con il tuo punto di vista sul mondo,  in ogni fase della tua crescita personale;
2. Accettare che queste identificazioni sono temporanee. Tu non sei mai veramente te stesso finché non raggiungi l'unità;
3. Desiderare di voler cambiare identità ogni giorno. Assumere un'attitudine flessibile. Non difendere un io che sai essere soltanto temporaneo;
4. Permettere alla tua abilità di osservare quietamente senza giudizio per rimpiazzare le idee inverterate verso cui ti orienti automaticamente.
5. Quando hai l'impulso di lottare, usalo come un'immediata segnale di lasciar perdere.  Apri uno spazio affinchè una nuova risposta si sviluppi per conto tuo.
6. Quando non puoi lasciare perdere perdonati e vai avanti.
7. Usa ogni opportunità per dire a te stesso che tutti i punti di vista sono validi, ogni esperienza
ha un valore, ogni visione interiore è un momento di libertà.