giovedì 4 settembre 2014

Che Passo!



Progetto Marmellata

cassetta di fichi
Giorno di ripresa dal knockdown della schiena.
La mattina i ragazzi avevano raccolto tre cassettine di fichi.

La missione si chiamava: Progetto Marmellata.

la schiumarola
Roberto ci ha velocemente detto la sua ricetta, mentre raccoglieva le ultime cose per una riunione nel pomeriggio, lasciando i tre wwoofer alle prese con pentola e frutta.

Sbucciamo i fichi, scartandone molti (per i vermi) perché colti troppo maturi (come dicevo in questo post, Valentina ci aveva suggerito di fare la marmellata con la frutta non troppo matura)e aggiungiamo mezzo chilo di zucchero di canna su cinque chili di frutta.

Suggerimento n.1: aggiungete delle mele perché aiutano ad addensare la marmellata.

Una volta messi in pentola stiamo attenti a togliere la schiuma che si crea sulla superficie, per evitare che lo zucchero si caramelli e scurisca la composta.

Dopo un bel po’ di ore, mantenendo il fuoco basso, la marmellata è pronta!

i vasetti sterilizzati
Ponete subito la marmellata nei vasetti precedentemente sterilizzati tramite bollitura, riempiendoli quasi fino all’orlo.
Pulite l’orlo con un panno, chiudete i vasetti e capovolgeteli, lasciando che creino da soli il sottovuoto.

I wwoofer ce l’hanno fatta!

mercoledì 3 settembre 2014

Che Passo!



IN Viaggio

pellegrini
Il campanello suona. Uno, due o tre pellegrini chiedono di riempire la borraccia.
Arriva una telefonata. Uno, due o tre pellegrini pernotteranno.

Italiani, austriaci, tedeschi, francesi.
Fortuna per qualche giorno c’era con noi Tatiana, una wwoofer viennese che ci aiutava con la lingua, anche se molti di loro parlando anche italiano.

le scarpe del cammino
Si fermano per poco, per un the, una cena o un pernotto, per poi ripartire, come folate di vento che rinfrescano la casa.

Le conversazioni a tavola parlano di loro.
Di dove sei, quali sono le tue scelte di vita, cosa ti spinge al Cammino, quali altri cammini hai percorso, personali, terreni, spirituali..

lo zaino del cammino
C’è chi si mette in viaggio come se il cammino fosse un allenamento, una sfida verso se stessi, presa in maniera sportiva, da “combattimento”.
C’è chi passa un periodo difficile, chi si vuole mettere in discussione, capire che strada vuole prendere, tra milioni di strade qual è la loro, chi sei tu, chi sono io.

Così il cammino diventa un respiro, un milione di respiri, in coppia o da soli, nel bosco, su strada.

Un napoletano racconta del figlio e della fede. E’ tanto giovane da sembrare suo fratello.
Un camionista parla del suo viaggio continuo su quattro ruote, sul cammino a piedi con la moglie.
Una decina di tedeschi lascia una generosa offerta dopo un the alla menta e dei fichi dolci.
il coro dei bavaresi
Una coppia di Berlino, giovani e belli, studiano per insegnare lingue. Lui ha gli occhi timidi e i capelli lunghi e biondi.
Un’altra coppia, lei di Bolzano. Italiana, ma il suo accento è fortemente tedesco. Traduce per lui se l’inglese a tavola diventa carente.
Quattro tedeschi di Monaco. La mattina ci invitano al loro coro, cantando nella chiesina appresso.

a piccoli passi...
Pennellate fresche di vernice colorata, ognuno con le sue tonalità.
Ho poco tempo per conoscerli e vorrei entrare subito nella loro intimità, andare al nocciolo, precedendo le domande di convenienza con un:
“E tu cosa cerchi? Perché sei in cammino?”

Perché sono IN Cammino, perché sei tu IN Cammino.
Verso dove?

Nei nostri passi ci incrociamo,
in quel di Che Passo!

martedì 2 settembre 2014

Che Passo!



L’anima si Rivela

Candeggio
Nelle pause del dopo pranzo, rileggendo i miei “appunti di guerra” dove annotavo alcuni passi dei libri letti e condivisi nelle tratte autobus-lavoro, lavoro-autobus, mi sono imbattuta in questo pezzo.

Mi sono venuti in mente i discorsi con Sandro, mi è venuto in mente quanto lunga è la strada tra la parola e l’azione, tra l’acquisire nozioni e l’essere.  
Ve lo riporto:

"Cos’è l’anima? Pura consapevolezza.
L’anima si rivela solo sotto certe condizioni e si maschera in altre.

L’anima si maschera quando:
-sei spinto fuori di te, sotto condizioni di forte stress;
-la tua attenzione è dominata dagli eventi esterni;
-lasci che altri pensino per te;
-agisci per condizionamento, meccanicamente;
-sei influenzato dalla paura\ansia;
-lotti e soffri;
-ti lasci vincere dal piacere, dolore e discendi a simulazioni, offendendo il vero;
-lasci andare la tua opera senza determinazione, sena meta alcuna (quando anche le più piccole azioni devono avere un fine).

cicoria in fiore
L’anima si rivela quando:
-ti senti centrato;
-la tua mente è chiara;
-hai la sensazione che il tempo si sia fermato;
-ti senti improvvisamente libero da ogni limite;
-sei acutamente consapevole di te stesso;
-ti senti fuso, nell’amore, in comunione con un’altra persona o in una comunione silenziosa;
-ti senti immune dai danni dell’età e dal cambiamento;
-ti senti pieno di beatitudine ed in estasi;
-hai momenti d’intuizione che si rivelano poi veri;
-sai, in qualche modo, quello che starà per accadere;
-percepisci la verità;
-ti senti supremamente amato e assolutamente sano e salvo.
 
Candeggio


Le qualità universali dell’anima, quelle che ti permettono di riconoscerla una volta che si palesa, sono:
-costante;
-non ti perde mai di vista;
-condivide l’onniscienza di Dio;
-resta immutata nel cambiamento;
-vive oltre lo spazio e il tempo.

Ci sono delle mete a cui l’uomo tende, nel portarsi vicino ad una matura spiritualità.
Raggiunta quella i suoi valori emergono.

La persona spiritualmente matura vive:
-l’autostima: nel piano divino io conto, io sono Unico nell’Universo;
-l’amore: ricevo molte attenzioni amorevoli e a mia volta mi prendo profondamente cura degli altri;
-verità: posso vedere le illusioni del passato e le distrazioni;
-apprezzamento e gratitudine: amo teneramente le opere della Creazione;
-rispetto: vedo e percepisco il sacro;
-non violenza: rispetto la vita in tutte le sue forme."

Molti camminatori, viaggiatori con cui ho parlato, chi più giovane, chi più in là con l’età, sembra non abbiano direzione, ma che la realtà gli si riveli giorno per giorno, sperando di inciampare in una visione.

La visione, la chiaroveggenza è un dono di tutti.

Possiamo vedere cosa ci porterà una strada una volta che viviamo, anche se parzialmente, questi valori.

Perché conoscendo noi stessi, le nostre dinamiche sociali e di cambiamento, possiamo percepire come risponderemo prendendo certe strade.
Almeno nel primo gradino della chiaroveggenza, quella rivolta verso i piccoli mutamenti, i piccoli passi, verso noi stessi nell’immediatezza delle nostre emotività.

Si sceglie di osservare le nostre reazioni emotive davanti ad un impulso, una discussione, una fatica, una felicità per poter afferrare, anche se inizialmente a distanza, come dietro un vetro, l’immagine di noi.

Tante di queste fotografie ci forniscono un quadro e su quello, come investigatori di realtà, possiamo lentamente operare.

Di qui verso la conquista di noi stessi. 

Che grande Montagna, che grande Impresa!
immagine da Internet

lunedì 1 settembre 2014

Che Passo!


Sandro, Cristina e Marianna

Sandro e Marianna
C’è una piccola ragazza di nome Marianna, dai capelli biondi e dal volto radioso.
Ha quasi quattro anni ed è l’erede della festosità di Sandro e della gentilezza di Cristina.

Gli amici di Roberto e Michela, hanno passato una settimana a condividere con noi i lavori nell’orto e in cucina.
Sono stati per noi una nigella, un “love in a mist”, nel verde rigoglioso  di ChePasso!.

Come è successo con Massimo, delle Case della Buca, non era possibile fare qualche discorso banale che non si indirizzasse subito all’esigenza di profondità e di condivisione di quel mistero che ci attornia.

Cristina
Sono grata per la loro accoglienza, positività, passione, gioia spontanea, al loro essere genitori, alla loro condivisione di progetti e sogni.

Quando si metteranno in viaggio con tutta la famiglia e il piccolo in arrivo, provando la vita dei wwoofer, saranno una fortuna per tutti gli host che li ospiteranno.
E se un giorno, coltivando il proprio orto (Sandro lavora come giardiniere da 25 anni) accoglieranno i wwoofer sarà una fortuna per tutti i volontari che passeranno a condividere un pezzetto della loro vita.



Perché, come diceva Andrea, viaggiando c’è l’occasione di incontrare un sacco di belle persone.
E se devo definire qualcosa bello, questo sono loro.