mercoledì 12 novembre 2014

Le spinose

L'immortalità 

Cosa si intende per immortalità.

Anche tramite una conoscenza da rivista, con nozioni multi-settoriali sulla filosofia tibetana, spunti e aforismi da internet e qualche film da botteghino, il tema dell'immortalità è uno di quei temi cardine che ritroviamo molto spesso.

Difficile da affrontare anche dopo approfonditi studi.

Eppure nel libro "Taoismo, la ricerca dell'immortalita"  di John Blofeld ho letto un passo che mi ha aperto una piccola porta su quella montagna, così difficile da scalare.

Raggiungere l'immortalità. Non s'intende vivere in eterno.

"Divenire immortali significa solo cessare d'identificare sé stessi con delle ombre, e riconoscere che l'unico vero Io è la vita eterna".
Questa via verso l'immortalità percorre un cammino di liberazione del vero sé dagli ostacoli materiali che ne mascherano la perfezione.

Uno spogliarsi degli strati che sempre più ci legano a una visione illusoria e materiale di noi stessi.
Chi pratica la Via "fa sempre meno ogni giorno, fa sempre meno e continua a fare sempre meno fino a quando non fa nulla, fa nulla eppure non v'è nulla che non sia fatto". 

martedì 11 novembre 2014

Le spinose

L'esteta del cibo

In questi mesi mi è capitato di parlare e di affrontare il tema dell'alimentazione. 

Niente di sorprendente visto che il  collegamento aziende agricole-alimentazione dovrebbe essere ovvio.

Invero.. Non lo è (fortunatamente qui alle Spinose l'attenzione per l'alimentazione riveste un ruolo principale).

È quasi sorprendente, nel nostro stato di esseri umani, essere soggetti e governati da idee e astrazioni, simboli che ci portano ad aderire più o meno a questa o quella fede, fino a separare la mente, l'anima e l'agire.

Ci piace pensare al modo migliore (mentale) di interpretare un simbolo (l'essere religioso, ambientalista, padre, figlio, lavoratore..) : diventiamo esperti di quella materia, ne promulghiamo le idee, vestiamo la sua bandiera, per poi..
Per poi girare l'angolo, dopo un bel discorso e pronunciare una sonora bestemmia all'uscita della messa.

Un'incoerenza regale vestita di sontuose vesti.

Oggi mi è capitato di incontrare la figlia di una cliente de "Le spinose" che lavora come estetista. Sembrava trovarsi benissimo in mezzo a tutte quelle belle verdurine, con quel suo sorriso dolce.

Così, d'un lampo, m'è venuto da pensare come siano connesse la bellezza esteriore con quella interiore del nostro corpo.
Quanto la nostra ricerca di ricalcare un'idea, cercando di avvicinarci ad essa il più possibile (come la cura estetica con trattamenti e creme) non necessariamente ci porta all'origine di quella idea (come la bellezza che riguarda tutto il corpo, anche il suo interno).
Dovrebbe esserlo. O meglio, dovrebbe esserlo?

Se appendessimo varie fotografie artistiche delle nostre... diciamolo dai, interiora, e  confrontassimo quelle derivate da un'alimentazione sana con quelle di un'alimentazione insana, potremmo avere un'idea del vincolo esistente tra bellezza e salute.
Passeremmo quindi da un'idea, abbracciata per metà (cura del corpo esterno) , alla sua origine (cura del corpo totale vincolata alla bellezza), salendo i primi gradini che ci portano verso l'unità.

lunedì 10 novembre 2014

Le spinose

Le giornate dalle gambe corte

I giorni si sono accorciati, di prima mattina l'aria è intrisa d'umidità.
A sera ci si copre con uno strato in più, sui campi a mezzogiorno ci si sbraccia al sole quando, a suo comodo, si presenta.

I vestiti, che ultimamente lavo a mano a causa di un problema alla lavatrice, si asciugano sui termosifoni.

In città si vive l'autunno come una parentesi fastidiosa a causa di raffreddori, poca presenza solare, lunghe giornate in ufficio e corte giornate all'aria aperta, tra i parchi che si svuotano a metà pomeriggio o qualche caffè, museo, bar al coperto.

In campagna quando piove il terreno diventa una distesa fangosa, la mattina sei intirizzito dall'umidità, finisci di lavorare alle cinque, quando il buio stesso dà una scadenza all'uomo.

In campagna il sole e la luna regolano il tempo, danzano a volte insieme quando lei si manifesta già nel pomeriggio. Verso sera le ombre si allungano, i passeri volano basso, l'orto si copre di un colore dorato, che presto s'addolcisce in un rosato.

In campagna quando l'autunno bussa alla porta iniziano le prime volte.
 
La prima volta che accendi il camino, che indossi la giacca, che assaggi la minestra o gli gnocchi fatti in casa...

È la prima volta che quest'autunno mite mi accompagna verso l'inverno con tutte le manifestazioni che la Magnifica natura porta con sé.
Così il buio diviene accogliente,
Il primo freddo ti fa portare attenzione  e cura verso il tuo corpo.
Attorniato da colori regali questo grande Impero della vita si ritira lentamente, sulle soglie di un letto freddo, invernale.
 

domenica 9 novembre 2014

Le spinose

Tra i fuscelli

C'è un luogo, qui alle Spinose, che prediligo.
In cima alla collina tra gli uliveti, giovani, sottili alberi, piantati pochi anni fa.
Ci vuole uno sforzo di pensiero per visualizzarli vecchi, tra decenni, quando il loro legno sarà diventato duro e contorto, disegnato da rughe profonde.

La loro età li rende dolci, elastici, vicini al bambino.

In solitaria, a guardar l'immenso cielo,
le nuvole da cornice, il sole di novembre che addormenta,
che spettacolo è mai tutto questo!

I faggi scossi dal vento, tremano sfrigolando le foglie bifronte, dorate da un lato, opache dall'altro.

E tutto così respira, si trasforma a tante velocità diverse.

Se poni l'attenzione su di esse, come il mutare delle nubi,
Il crescere dei fuscelli, i moscerini che si avvicinano a terra al calar del sole,
tutte queste cose coesistono e mutano al contempo.

Tanto che non si fa in tempo ad aferar uno stato che subito scivola in altro, mascherandosi nuovamente nel presente.

venerdì 7 novembre 2014

Le spinose

La mente fuori

Chiedo al piccolo Andrea dove si trova la mente in relazione con il corpo.
Mi risponde veloce con un: fuori! 

Quando l'uomo sogna, quando dipinge, la mente dell'uomo non risiede nella sua parte fisica, quando invece la maestra ti interroga a scuola la mente ritorna a far uso della sua intelligenza pratica, tornando alla sua sede. 

Quando l'uomo sogna, dice, la mente sta fuori. 

E se l'uomo muore prima di aver finito il sogno, o i sogni che stava facendo, questi si staccano da esso e vanno nel corpo di un altro uomo. 

Ove viaggia la mente quando, slegata dalla sua parte  fisica, s'incontra per quei sentieri tanto sconosciuti all'uomo?
 

giovedì 6 novembre 2014

Le spinose

Taoismo, la ricerca dell'immortalità

Nel libro di John Blofeld si descrive il saggio, il santo, l'uomo spirituale dalle sue qualità: virtù elevata, sincerità profonda, amore della quiete (non macchiata dalle agitazioni del desiderio), ampia cultura, devozione per un maestri (che meriti la sua venerazione), chiara comprensione.

La saggezza e le sue virtù non nascono dal padroneggiare gli oggetti esterni, ma dal volgere la mente all'interno per contemplare la Luce.

La stessa Luce emerge nell'uomo spirituale quando compie il suo camino sulla via della liberazione.

1. Nella via della liberazione impara a conoscere il Destino e non sarai confuso da sfortuna e fortuna. Allora sarai in accordo con la ragione nell'azione e nella quiete.
2. Compi scelte ordinate e non ti mancherà il necessario. Non danneggerai in questo modo la tua natura con l'avidità.
3. Governa le funzioni mentali e non sarai a caso felice o adirato. Non adulerai gli uomini nella speranza di ricompense o paura di punizioni.
4. Segui la vera natura e i tuoi desideri non saranno smodati. Nutri la vita e conoscerai l'appagamento. 

Così viene fermandosi l'uomo spirituale:

"L'Uomo Spirituale più elevato
è quello che cavalca la Luce, dimentico delle forme.
Questo è dato risplendere, raggiungere il principio stesso della vita,
quando tutti i sentimenti sensuali svaniscono.
Assaporando la gioia del cielo e della terra, egli dimentica di essere mai stato intrappolato dalle miriade di oggetti.
Vive nel cielo sopra pur rimanendo nella terra sotto.
Egli ha lasciato il mondo, eppure rimane in esso.
Ovunque vada, non giunge mai in un luogo che non soddisfi i suoi massimi desideri."

mercoledì 5 novembre 2014

Le spinose

Il dono del cibo

In questi giorni è di passaggio in fattoria un wwoofer americano che già in quel di settembre ha trascorso alle Spinose un mese intero.

Sta viaggiando in Europa per mettere mani e bocca in uno dei settori principali del'uomo: l'alimentazione.

Ci racconta come i camerieri in America (lui è del New Jersey, ma vive a New York) non prendono salari. Il loro normale stipendio è dato dalle mance che, oltretutto, in alcuni ristoranti vengono regolarmente tassate.

Innamorato del cibo e di New York, sogna di aprire un piccolo ristorante dove il mangiare possa diventare un luogo d'incontro e non un "paga, mangia e corri" alla "fast food". 

Gli chiedo da dove è nata la sua attrazione, cosa lo spinge verso la cucina, perché ha scelto tra le miriadi di scelte possibili, proprio quella singola.

Da che centro, da quale fonte nasce la nostra scelta? 

Mi risponde, accompagnato da sorrisi, che il cibo è ciò che costituisce il nostro essere, una delle attività che regolarmente svolgiamo, ciò che ci nutre e dà sussistenza. 

Senza il cibo il nostro corpo deperirebbe velocemente. 

L'alimentazione è inoltre un campo che spazia anche nell'antropologia. L'alimentazione ci parla degli usi e delle relazioni tra i popoli.

Il riunirsi a tavola si riveste di sacralità quando le persone spartiscono tra loro il cibo che li porterà a crescere e fortificarsi. È come se si scambiassero l'abito, quello che riveste e dona calore al corpo. 

Ciò che nutrirà te, nutrirà anche me.

Nelle società si scoprono i più disparati modi di condividere il pasto, dal pranzo quaresimale al "paga, mangia e corri", dall'uso di sedersi su un tappeto al desinare su tavoli imbanditi con tovaglie fiorite, dal piatto comune spartito tra i commensali al buffet di pietanze dove il dolce e salato vengono serviti insieme.

Alla Fattoria dell'autosufficienza
alcuni ragazzi si riservavano un momento di silenzio prima del pasto per meditare,  portando così la consapevolezza nelle loro azioni.

Ciò che mangi ti nutre, ti riscalda, forma e trasforma la tua parte fisica e mentale.
Per questo il cibo diviene un potenziale educatore, un mezzo a portata di molti, per percorrere fisicamente e spiritualmente il proprio quotidiano cammino.